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giovedì 17 ottobre 2013

41. "Non permetterò mai a nessuno di dire che (20 anni) è l'età più bella della vita" - Nizan. [Parte 2]

Il giovane medio appartenente alle nuove generazioni ha in fondo problemi molto simili a quello che apparteneva alla vecchia, con una sola differenza, tende a non farlo notare e pesa maggiormente le sue difficoltà, sminuendo le altre. Normale, credo.
L'unica maniera per sconfiggere i problemi è sognare; un verbo che per il giovane è come "L'Ave O Maria" per un Cristiano. A volte diviene uno stile di vita, una "legge interiore" da rendere propria. C'è chi sogna una famiglia, una carriera importante, una vecchiaia pacifica... O magari ambizioni meno difficili, ma non meno importanti, come una persona con la quale poter dividere un amore grezzo (perchè le nuove generazioni spesso non sanno raffinare l'amore), una buona compagnia di amici od un eccellente andamento scolastico [Nota dell'insegnante: MAGARI CON UN PO' DI STILNOVO...]. Tutte necessità che a volte, se mancano, demoliscono un contesto di certezze che ogni adolescente si crea anche solo per necessità.
Problemi, sogni, sfide.
Sfide come il riuscire a sopportare lacune affettive, come sgomitare per un po' di notorietà, come mantenere razionalità quando tutti sbagliano senza farsi condizionare, o ancora come accedere al mondo del lavoro. Su quest'ultimo credo ci sia da fare una riflessione, perchè per me un giovane senza professione ha difficoltà ad accettarsi come punto materiale della società. L'uomo, il giovane soprattutto, ha esigenza di integrarsi con il mondo circostante e un lavoro è certamente un accesso garantito. Dà valore, fierezza, integrità personale e soprattutto dignità. Privarlo di una così importante "istituzione personale" è come un delitto.
Giovani lo si è una volta sola e quando si smette di esserlo non si torna più indietro. E' sì l'età di più bella della vita, anche se la più colma di dubbi ed incertezze, semplicemente perchè è il periodo di chi non può lasciarsi andare, si è perennemente attivi, non si muore mai.

Voto: 7.5
Art Pic by: Giuseppe Marinetti

mercoledì 16 ottobre 2013

40. "Non permetterò mai a nessuno di dire che (20 anni) è l'età più bella della vita" - Nizan. [Parte 1]

Oggi la traccia è questa, analizzare sogni, problemi e aspirazioni delle nuove generazioni; tema a scuola.

Nizan ha una strana concezione del suo periodo da post adolescente; forse vera, forse no. Secondo lui, infatti, è un'età che non merita di essere definita come la più bella della vita. Se rifletto il ragionamento di certo non oscilla, regge, anche paragonandolo ai tempi moderni, ma non in tutte le occasioni. Oggi, ora, il giovane medio è un po' come Nizan, vive nel pessimismo, odia l'adolescenza e non si aspetta di rimpiangerla. E anche se lo immagina si culla nella dolce ignoranza di essere bambini quasi adulti.
Ma chi è il giovane d'oggi? O meglio, come cerca di affrontare la vita e l'universo circostante? Ebbene, solitamente un ragazzo od una ragazza non si vede nel futuro, vive ogni giorno come una routine infinita, ed è per questo che diviene fragile quando si parla di cambiamenti. Ogni giorno affronta l'esistenza senza coscienza; non sa e non vuole sapere di essere un giovane adulto, perchè meno si considera, meno aspettative hanno gli altri su di lui. Tuttavia è accanito, vede la vita come una grande forza da controllare, assolutamente senza mai perdere. Ma riceve sconfitte, tante, troppe.
Si sveglia la mattina e sa che dovrà sostenere sei ore a scuola e salvo rare eccezioni è cosciente che ciò gli porterà via del tempo da quella che si può chiamare "libertà giornaliera" che ognuno vorrebbe. Pensa a quanto sia invadente e la odia profondamente, anche se la difende quando c'è da farlo; dopotutto è la sua maestra di vita. Torna a casa ed affronta un'altra realtà, quella della famiglia. In molti nuclei l'adolescente è costretto a crescere sempre più in fretta; le responsabilità diventano sempre maggiori e necessitano di qualcuno che le faccia proprie. E' sempre stato così, soprattutto nei nuclei familiari estesi. Il ragazzo non può più vivere la vita in spensieratezza e passa alla "reale esistenza", quella solcata da un'infinità di problemi. A volte assume la funzione di genitore, altre di amico, o ancora di confidente.

Nei prossimi giorni scriverò la seconda parte, quella che parla dei sogni dei giovani d'oggi.

photo By: Owen