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giovedì 24 settembre 2015

109. Quella piaga chiamata "Razzismo"

Il post di oggi è un commento all'articolo preso da LaStampa.it. (Clicca QUI per leggere l'articolo. Riassumendolo in poche righe: tratta della chiusura di “Senzacensura.eu”, un sito internet che diffondeva notizie di falsi fatti di cronaca riguardo la condotta di alcuni extracomunitari. Fino a poco tempo fa non era raro leggervi “15enne bruciato vivo. Massacrato perché Cristiano”, o “Quattro tunisini stuprano la moglie e poi uccidono il marito a sprangate”. Notizie del tutto inventate pubblicate con l’obiettivo di diffondere odio, alimentare paure, razzismo e xenofobia, ma non solo. Infatti, grazie alle migliaia di condivisioni sui social network e alle conseguenti visioni di banner pubblicitari, il gestore di questo portale, Gianluca Lipani, riusciva, seppur di poco, ad arricchirsi. La polizia postale l’ha denunciato per istigazione al razzismo).

Commento
L’evento dimostra che in Italia, sempre di più, la voce di personaggi politici ignoranti, l’eco di notizie false e stereotipi infondati stanno plasmando l’opinione pubblica in maniera radicale.
Molto spesso i periodi difficili, come questo di crisi economica, spingono le popolazioni al fanatismo, alla ricerca esasperata di una causa unica al malessere e al disagio generale: oggi la valvola di sfogo, in Italia soprattutto, è l’immigrato. Poco importa se è risaputo che la grave condizione economica sia causata da eventi ben più complessi e, spesso, a noi celati. Poco importa se l’immigrazione è solo uno dei mille problemi di una nazione in ginocchio; l’immigrato è un capro espiatorio tanto semplice da denigrare quanto indifeso. Certo, l’Italia, spesso, non tutela come dovrebbe il cittadino e cade nell’ipocrisia e nell’ingiustizia, ma uno Stato che permette ad un politico di dire “Che il mare li ingoi. Meno bocche da sfamare!” è uno Stato che ha fallito nell’insegnare la tolleranza e l’umanità, fondamenti della democrazia e del buon senso.
L’esempio di “SenzaCensura.eu” è solo uno dei tanti casi di fanatismo ed estremismo che macchiano l’Italia da tempo. E’ interessante notare come alcuni titoli dello stesso portale come “Nigeriano stupra madre e figlia, il marito gli getta l’acido sul pene” spingano, in un certo senso, l’italiano alla ribellione contro un nemico comune. Tutto ciò scaturisce un odio viscido, immorale e infondato e, come si sa, spesso l’odio si sparge molto più dell’amore e, da social a social, da sito a sito, la notizia falsa si è diffusa ed è già penetrata nell’immaginario collettivo, infiltrandosi nel nostro apparato di pensiero, modificandolo malamente. Infettandolo.
Il cittadino, bombardato di notizie, vere o false che siano, su internet, in televisione o sui giornali finisce per perdere la tolleranza intellettuale. Arriva a diventare portatore di un pensiero stereotipato, un pensiero cieco e malsano, che da’ retta a politici beceri, senza istruzione e ragione storica. E si arriva al punto tale da “chiudere un occhio” quando si tratta di omettere fatture, evadere le tasse, raccomandare amici, ma, al tempo stesso, in maniera ipocrita, di scagliarsi con armi e parole su un bambino magro, nudo e sporco che chiede, sulle spiagge del mezzogiorno, di poter mangiare e di poter studiare come i suoi coetanei nati nella parte “giusta” del mondo.



lunedì 20 aprile 2015

105. Il ruolo della letteratura: leggere è passato di moda

La letteratura è, nella mia dimensione più personale, un avvincente mezzo per fuggire dalla realtà e reinterpretarla nel migliore dei modi.
La società spesso ci delude, non rispecchia il nostro essere interiore e lo massacra, facendo rimanere di noi null’altro che angoscia, amarezza e disillusione. Sotto questo aspetto potrei considerare la letteratura “salvifica” perché capace di fornire elementi di riflessione ed attimi di pace cosmica; rari momenti in cui si è a proprio agio con il mondo esterno. Rifuggire dai problemi della quotidianità potrebbe risultare vigliacco od inconcludente agli occhi di chiunque, ma credo che l’allontanarsi dalle difficoltà tramite la letteratura non sia da interpretare come un atto di codardia od un gesto poco nobile, bensì come l’essere giunti alla piena consapevolezza del problema ed un tentativo di migliorare se stessi e l’ambiente circostante.
Ho sempre identificato le sensazioni che la letteratura suscita in me come un binario parallelo alla realtà, capace di spronarmi, di imprimermi suggestione e senso di pienezza intellettuale. La lettura di un “buon libro” ha la capacità lasciarmi in bilico fra un binario e l’altro, quindi in una sorta di limbo di idee dove spesso non riesco a spiegare ciò che provo. La letteratura mi trasmette questo: incapacità di espressione che sfora nell’angoscia e nell’inquietudine, quindi l’oblio. In molti, ancora oggi, si chiedono perché i più grandi autori della letteratura fossero inquieti e angosciati, ma il motivo è banale. Anche loro, come noi tutti, nel momento della lettura di un libro avvincente, nella visione di un’opera d’arte o ancora nell’ascolto di una sinfonia, attraversano il corridoio che intercorre fra questi binari paralleli, quello della realtà e quello dell’oblio (raggiungibile, secondo me, tramite tutte le forme di arte esistenti) restando spaesati nel mezzo, senza sapere quanto tempo impiegheranno per tornare nel binario corretto, ma, al tempo stesso, godendo di questo senso di sospensione, amaro e dolce insieme.
Spiegare l’emozione sublime che apporta la letteratura, quindi definire precisamente l’identità del “secondo binario”, sarebbe impossibile. Qualcuno, come me, lo definirebbe “oblio”, altri “inquietudine” nel senso più devastante, altri ancora “estasi”, ma ciò che è importante è riuscire a tornare nella giusta via, nel “binario” corretto, quello della realtà, impiegando la saggezza e la pace interiore trovate nel viaggio fra una dimensione e l’altra e investendole nel miglioramento della nostra stessa vita.
Premesso ciò e dando questa idea di letteratura così intrigante e suggestiva, però, non si riuscirebbe a spiegare il fatto che sempre meno persone, soprattutto giovani, abbiano la curiosità di spingersi nella lettura. Il motivo sta probabilmente nella presenza sempre più opprimente di mezzi quali la televisione e le pubblicità, che ci inculcano messaggi moralmente errati, che omaggiano troppo regalmente il culto dell’esteriorità o che riducono l’importanza del libero pensiero, l’interesse e la curiosità ai minimi termini. Ciò che non è di moda è da allontanare perché “diverso” e la letteratura, purtroppo, non fa più tendenza da molti anni.

sabato 7 febbraio 2015

103. Perchè NON E' CONVENIENTE frequentare uno studente del Classico e perchè, invece, CONVIENE.

Frequentare, uscire, fidanzarsi con un liceale classico: saggia decisione?
Dieci motivi per dirgli di NO

1. Perché correggerà i tuoi congiuntivi anche davanti ai tuoi genitori.
2. Perché ad ogni discussione comincerà a vantarsi di quanto il latino e greco siano importanti, di quanto la sua scuola sia
estremamente difficile, per menti acute e bla bla bla...
3. Perché spesso ti farà sentire ignorante.
4. Perché probabilmente si sta ancora lamentando del punto 2.
5. Perché nella sua mente non sei la cosa più importante; al primo posto ci saranno sempre e solo le frasi fatte del dizionario.
6. Perché spesso resterà a casa a studiare e tu farai le ragnatele.
7. Perché ai vostri figli racconterebbe il mito di Paride e la mela d'oro e non Cenerentola.
8. Perché si sentirà un Vip.
9. Perché anche al cesso si mette a fare filosofia.
10. Perché: "Amore, lo sai che questa parola deriva dal greco..."

Dieci motivi per dirgli di SI'

1. Probabilmente farà carriera e soldi (si spera).
2. Perché comunque non potrà odiare tua madre più delle versioni in classe.
3. Perché i classicisti hanno imparato il romanticismo dai migliori amatori del mondo.

4. Perché il partner acculturato fa tendenza.
5. Perché in amore si ispireranno ad Afrodite e Cupido e non all'ultimo vincitore del Grande Fratello.
6. Perché, se litigate, puoi tirargli in faccia i libri (e ne abbiamo tanti).
7. Perché nei compiti in classe sai a chi mandare un messaggio in casi disperati.
8. Avrà già poco tempo per te, figurati se trova il tempo per farti le corna.
9. Perché, proprio con la filosofia, riuscirà a conquistarti.
10. Perché non gli servono necessariamente le frasi delle canzoni di Vasco per farti sentire speciale. Se vuoi una dedica, te la scrive lui.
E se sbaglia un congiuntivo lo puoi ricattare a vita.