Permettetemi di esprimere la mia opinione, forse un po' di parte; l'opinione di uno che il Classico lo sta affrontando, nella buona e nella, soprattutto, cattiva sorte.
Non tutti sono fatti per questo tipo di scuola, è una considerazione piuttosto ovvia, senza nessuna cattiveria o senso di saccente superiorità. Sono necessari requisiti fondamentali, che difficilmente albergano nei giovani, soprattutto in questi ultimi anni (e quei pochi che, invece, dovrebbero compiere studi di questo genere, spesso sono scoraggiati dalle leggende metropolitane).
Pensare di abolire il liceo classico sarebbe un' idiozia; non solo mancherebbero all'Italia molti dotti e una fetta considerevole della classe dirigente (da non confondere con la classe dei politici, quella è tutta un'altra storia) e di quella che insegna e forma le menti, ma mi verrebbe da considerare la soppressione di una scuola così alta dal punto di vista culturale una autentica offesa al sapere umano, un sapere che si sedimenta da millenni.
Il Classico, a mio parere,
è l'unico vero percorso scolastico in grado di fornire, in buona parte dei casi, allo studente una mentalità aperta, capace di riuscire ad interpretare il mondo in livelli diversi e di collegare in maniera logica chiavi di pensiero differenti. L'opinione di un classicista è, in linea di massima, estremamente razionale; poichè ha scavato le sue radici in un'attenta analisi di ciò che è pertinente e di ciò che non lo è. E' pur vero che non dà una visione specialistica delle discipline, ma appunto globale; ma di fatto il sapere specialistico è da approfondire oltre le scuole superiori di secondo grado, per esempio all'università. La cultura classica non è morta, la cultura classica non muore mai.
E per cultura classica non intendo l'aoristo secondo (un tempo verbale greco), la storia di Edipo o la battaglia di Salamina presi singolarmente, fini a se stessi!
In molti dovrebbero comprendere che il Greco ed il Latino non sono morti, e nemmeno sonnecchiano e si svegliano di tanto in tanto: essi sono le radici di un albero, sì significative e di sostegno, ma soprattutto fondamentali per la vita stessa dell'albero.
Il sapere Classico va conservato, approfondito ed amato. Esso non ammette pregiudizi.
Credo, altresì, che andrebbe leggermente riformato; ci si dovrebbe concentrare maggiormente sul diritto e sull'educazione alla cittadinanza, sulla storia dell'arte e sulla musica, discipline che i nostri antichi studiarono e che, tutt'oggi, contempliamo ed incontriamo quotidianamente.
Ciò che mi fa riflettere è che, nonostante i miei scarsi risultati in traduzione, la mia mente si cimenti in questa difesa estenuante del mondo classico, un mondo sconosciuto e conosciuto, parallelo al nostro, ma mai incidente. A scuola sputiamo sangue tutti i giorni, ma nessuno di noi è affetto dalla sindrome di Stoccolma: semplicemente riconosciamo il merito a chi ci nutre di un sapere faticoso ed estenuante, ma allo stesso tempo estremamente appagante.
