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sabato 24 maggio 2014

81. Sé e percezione di sé: la ricerca dell'identità e il contributo della riflessione letteraria (PARTE 2)

Attenzione, se non avete letto la prima parte (che trovate qui: LINK ) non capirete una mazza, quindi cliccate prima sul link della parte uno.

L'adolescenza è in un certo senso "esubero di personalità e identità".
Infatti l'adolescente cerca se stesso attraverso la moda, imitando e al tempo stesso, tramite ad esempio i Social, volendo differenziarsi dagli altri ed essere "profilo", unico ed inimitabile.
Essendo quindi "esubero", tende ad abbracciare troppi modelli senza svilupparne uno vero, proprio, da raffinare crescendo.
L'insieme dei modelli acquisiti in giovinezza dovrebbe far nascere un nuovo senso dell'Io, da coltivare nel corso della maturazione. In età avanzata la necessita della ricerca dell'Io si attenua, altresì verte al consolidamento (di solito) delle nozioni acquisiste durante la gioventù.
La questione della ricerca dell'identità è da sempre oggetto di studi e riflessioni. Infatti l'esperienza letteraria nel corso della storia testimonia la presenza di personaggi che a lungo hanno ricercato e si sono domandati cosa fosse l'identità e se si potesse realmente definire. Un esempio è Pirandello, secondo il quale non esiste individuo che si comporti secondo la volontà di sé, ma muta a seconda del contesto in cui si trova.
Oppure Petrarca, che individua il tempo fondamentale per la conoscenza di se stessi, perchè è strumento di riflessione involontaria che ci porta a comprendere e a rivalutare a volte scelte compiute in passato.
(Per l'essere umano crearsi un'identità è un fatto talmente necessario da diventare involontario, senza la consapevolezza di stare per farlo). Il tempo perciò è un motore che può portare al cambiamento e l'individuo è sottoposto anche passivamente a questo motore.

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