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lunedì 20 aprile 2015

105. Il ruolo della letteratura: leggere è passato di moda

La letteratura è, nella mia dimensione più personale, un avvincente mezzo per fuggire dalla realtà e reinterpretarla nel migliore dei modi.
La società spesso ci delude, non rispecchia il nostro essere interiore e lo massacra, facendo rimanere di noi null’altro che angoscia, amarezza e disillusione. Sotto questo aspetto potrei considerare la letteratura “salvifica” perché capace di fornire elementi di riflessione ed attimi di pace cosmica; rari momenti in cui si è a proprio agio con il mondo esterno. Rifuggire dai problemi della quotidianità potrebbe risultare vigliacco od inconcludente agli occhi di chiunque, ma credo che l’allontanarsi dalle difficoltà tramite la letteratura non sia da interpretare come un atto di codardia od un gesto poco nobile, bensì come l’essere giunti alla piena consapevolezza del problema ed un tentativo di migliorare se stessi e l’ambiente circostante.
Ho sempre identificato le sensazioni che la letteratura suscita in me come un binario parallelo alla realtà, capace di spronarmi, di imprimermi suggestione e senso di pienezza intellettuale. La lettura di un “buon libro” ha la capacità lasciarmi in bilico fra un binario e l’altro, quindi in una sorta di limbo di idee dove spesso non riesco a spiegare ciò che provo. La letteratura mi trasmette questo: incapacità di espressione che sfora nell’angoscia e nell’inquietudine, quindi l’oblio. In molti, ancora oggi, si chiedono perché i più grandi autori della letteratura fossero inquieti e angosciati, ma il motivo è banale. Anche loro, come noi tutti, nel momento della lettura di un libro avvincente, nella visione di un’opera d’arte o ancora nell’ascolto di una sinfonia, attraversano il corridoio che intercorre fra questi binari paralleli, quello della realtà e quello dell’oblio (raggiungibile, secondo me, tramite tutte le forme di arte esistenti) restando spaesati nel mezzo, senza sapere quanto tempo impiegheranno per tornare nel binario corretto, ma, al tempo stesso, godendo di questo senso di sospensione, amaro e dolce insieme.
Spiegare l’emozione sublime che apporta la letteratura, quindi definire precisamente l’identità del “secondo binario”, sarebbe impossibile. Qualcuno, come me, lo definirebbe “oblio”, altri “inquietudine” nel senso più devastante, altri ancora “estasi”, ma ciò che è importante è riuscire a tornare nella giusta via, nel “binario” corretto, quello della realtà, impiegando la saggezza e la pace interiore trovate nel viaggio fra una dimensione e l’altra e investendole nel miglioramento della nostra stessa vita.
Premesso ciò e dando questa idea di letteratura così intrigante e suggestiva, però, non si riuscirebbe a spiegare il fatto che sempre meno persone, soprattutto giovani, abbiano la curiosità di spingersi nella lettura. Il motivo sta probabilmente nella presenza sempre più opprimente di mezzi quali la televisione e le pubblicità, che ci inculcano messaggi moralmente errati, che omaggiano troppo regalmente il culto dell’esteriorità o che riducono l’importanza del libero pensiero, l’interesse e la curiosità ai minimi termini. Ciò che non è di moda è da allontanare perché “diverso” e la letteratura, purtroppo, non fa più tendenza da molti anni.

1 commento:

  1. Strepitose le ultime due puntate di #1992laserie su Sky... Lo consiglio a tutti quelli che ancora non l'hanno vista

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